RisposteComunicati - Keitek srl

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RisposteComunicati

 

RISPONDIAMO AI VARI QUESITI "INCIDENTI HAZARD"

Rispondere singolarmente a tutte le persone che sui vari forum o discussioni commentano  oppure fanno delle ipotesi a loro modo, non  nostra intenzione , perché si va incontro quasi sempre a continue discussioni che poi degenerano e non servono a niente.Desideriamo prendere in esame le domande o richieste a cui possiamo rispondere.Inoltre dubitiamo sulle presunte indagini giornalistiche che possono avere ben altri scopi.

Comunque rispondiamo ad alcuni quesiti:

1)   si legge: in tutti i casi le ali erano nuove o di recente costruzione

risposta: vero in parte; ma come tutti dovrebbero sapere anche per i delta bisogna verificare sia le ore di volo sia il tempo di vita  e alcuni di questi mezzi avevano diversi anni senza mai vederli rientrare per un controllo

2)   si legge: i piloti erano soli a bordo, in condizioni di carico alare normale

risposta: che i piloti erano soli a bordo  questo è vero ma, come potete leggere dalle prime perizie, non sembra che erano in condizioni di carico alare normale in quanto in un caso era in rovescio, un altro volava in condizioni alterate, un altro, in Slovenia dalle testimonianze, in turbolenza eccessiva ed era stato invitato a non andare in volo, un altro per fattori diversi…………….

3)   si legge: il cedimento strutturale è avvenuto in volo a carico dell’ala

risposta: purtroppo questo succede a causa di diversi fattori estranei e se l’ala cede penso che nessun velivolo possa volare.

4)si legge: le ali sono certificate………........non da Keitek ma da Ramphos USA

risposta: bisogna informarsi meglio perché se la nostra azienda assieme non a Ramphos USA ma alla persona che ha ideato il Ramphos e al progettista degli Hazard si sono unite per riuscire, a causa dei costi eccessivi  a certificare queste vele, con diversi mezzi, questa è solamente una scelta aziendale. Il marchio Hazard è uno solo ed è consolidato nel tempo.

Perciò ritengo che i periti designati sapranno, in tempi brevi, valutare a fondo gli incidenti e quando riterranno opportuno noi saremmo sempre disponibili, come  già fatto per gli incidenti in Polonia e quello di Flavio De Conto.Le varie proposte che si leggono, anche se fossimo d’accordo, non sono una cosa attuabile. Obbligare un pilota a portare l’ala a controllare non vedo una cosa attuabile; invece penso che, come riteniamo noi, i piloti dovrebbero fare una riflessione di come hanno usato l’ala o il mezzo e decidere di conseguenza il da farsi.Con tutti i nostri clienti che ci hanno contattato abbiamo analizzato assieme come hanno utilizzato il mezzo; poi chi ha ritenuto ha portato la vela a controllare.Finora la maggior parte dei controlli è stato solamente una precauzione, solo in qualche caso abbiamo trovato delle modifiche che non erano state fatte dall’attuale proprietario.

In questo settore i mezzi girano da un proprietario all’altro con molta rapidità, e perciò come dicevo precedentemente l’importanza è quella della reciproca serietà e correttezza dei vari piloti.

Importanza basilare è seguire le specifiche dei costruttori sia per le varie manutenzioni  sia come utilizzarli e tenendo presente sempre lo scopo che sono stati progettati.

Si potrebbe continuare all’infinito a fare delle considerazioni, ma lo scopo di queste parole è solamente cercare  di  far luce su degli incidenti e non utilizzare i vari forum per altri fini come si interpreta nelle vari discussioni.

Concludendo anche se l’immagine dell’azienda con le affermazioni fatte sui forum senza una prova tecnica, verrà pregiudicata, noi siamo sempre disponibili per chi desidera fare chiarezza e la “ serietà “ è proprio quella di non mettersi sempre  a fare polemiche senza avere delle prove tecniche che le convalidano.

KEITEK


 
 

DIRITTO DI REPLICA ALL'ARTICOLO APPARSO SULLA RIVISTA VOLO SPORTIVO (n°8 Agosto 2011) INCHIESTA ALI HAZARD “S”: CHE SUCCEDE ?

Da Marco Monaco

Vorrei fare alcune precisazioni e rettifiche con la massima tranquillità e sincerità a molte affermazioni (insinuazioni)che Biancorosso Rodolfo fa sull'articolo sopra citato riguardo l'incidente di Umberto Sabbatini e di conseguenza, visto che più volte citato,nei miei confronti.
Ritengo tali affermazioni non corrette false e tendenziose, ma veniamo ai fatti.
Sono stato contattato telefonicamente da Biancorosso Rodolfo,qualche settimana dopo l'incidente accaduto ad Umberto in quanto voleva far luce o meglio chiarimenti su voci che circolavano nell'ambiente,riguardo a modifiche; controlli e revisioni effettuate sull'Hazard 12 S prima dell'incidente .Ho assicurato e confermato decisamente a Biancorosso che non ho mai effettuato alcun controllo o revisione sull'ala di Umberto da quando gli è stata consegnata (ultimi due anni),ne lui ha mai portato l'ala da me a Jesi; ne tali richieste mi sono state fatte da parte di Umberto dopo il secondo incidente accaduto a Dalla Libera. L'ultima volta che ho visto Umberto è stato nel Luglio 2010,quando insieme siamo andati (con un camioncino da lui preso in affitto) a ritirare il suo nuovo trike Streammer direttamente in ditta; tutti gli altri contatti che ho avuto con Umberto sono stati sempre e solo via telefono in cui ci scambiavamo pareri ed opinioni sul comportamento del mezzo in questionee posso affermare, con assoluta certezza, che non mi risulta si lamentasse della messa a punto della sua ala-trike, anzi come spesso mi diceva, ne apprezzava enormemente le doti di velocità, di stabilità e manovrabilità anche in forte turbolenza.
Riguardo alle modifiche, ribadisco a Biancorosso di non esserne per la gran parte a conoscenza le uniche che mi sono state confermate da Umberto sono:

1) lo spostamento della barra di comando in avanti tramite sostituzione dei cavetti anteriori e posteriori modifica da lui stesso richiesta in quanto non riteneva sufficiente l'escursione della barra in dietro per aumentare velocità, e che lui stesso ha effettuato dopo aver ordinato direttamente alla Keitek il kit originale necessario (modifica oltretutto prevista dalla casa costruttrice,e che anche altre aziende del settore sia Italiane che Estere consentono entro certi limiti.).

2)Istallazione dei Vortex Generators (VG) credo effettuata dallo stesso ideatore e produttore.(in questo caso consigliai comunque Umberto di sentire direttamente la Keitek per sapere se tale operazione poteva portare eventuali problemi all'ala.).

Per le altre due modifiche riportate sull'articolo della rivista e cioè: eliminazione della stecca radiale; modifica del profilo delle ultime tre stecche di ogni semiala, ne sono venuto a conoscenza da Biancorosso stesso quando mi ha contattato. Mai e poi mai ne ho parlato con Umberto ne a lui consigliato di fare, modifiche che ritengo (in particolare quella della stecca radiale): assurde, inopportune; senza senso, potenzialmente pericolose. Quindi affermo che queste ultime non siano mai state fatte sulla sua ala, ne da me, ne dalla Keitek, ne da Lui stesso. Umberto era una persona coscienziosa e scrupolosa non credo abbia potuto fare o farsi fare tali modifiche, senza prendere le dovute informarsi, precauzioni, e relative controindicazioni da personale tecnico specializzato in particolare dalla ditta costruttrice,che sicuramente non lo ha consigliato in tal senso. Suppongo quindi che queste affermazioni fatte da Biancorosso Rodolfo siano soltanto voci di corridoio o affermazioni fatte da terzi non meglio specificati che rinnego categoricamente ritenendo, le affermazioni di Biancorosso sul mio conto, false ed inaccettabili.

Comprendo il dolore e la rabbia di tutti noi per la tragica perdita di un carissimo amico, ma questo non dovrebbe farci perdere la razionalità , la lucidità, di capire cosa realmente sia successo e le cause che hanno portato a tale cedimento; facendo supposizioni o addossando responsabilità senza avere in mano certezze (che solo gli organi competenti ed i relativi periti incaricati possono dare),non si arriva ad alcuna conclusione ma si getta solo benzina sul fuoco dando alito ad aride
polemiche e tristi supposizioni che non portano ad alcuna verità.


Marco Monaco

 
 

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